Quae fuerant oculis subiecta fidelibus ante. Ergo mihi nemo obiciat, quod seria mani Pictura gravium ostendendo pondera rerum, Miscere annitar summa cura utile dulci, Si qua forte queam laudis punctum omne tulisse, Ne satia quenquam capiat, Naturam imitari Constitui, & varias sensis inducere formas, Nil ut iners, nil non aliquid sit agensue, loquensue. Me sane impediunt nullius vincula sectae. Sed quocunque trahit species pulcherrima Veri, Deseror hospes, apisque Matinae morae, modoque Lilia per multum libantis grata laborem Fingo itidem tenui, ast operosa carmina Musa, Aurea depascens veterum decreta Sophorum. Tu vero interea, Farnesi Maxime, nostra Ne rogo ne spernas haec qualiacunque: reposco Gratiam ego inventis, sed omissis, ut StagyraeusOptime Aristoteles, veniam. mihi sat voluisse, At facilem erratis par est te ignoscere nostris. Nam simul inventum, et perfectum nil fuit inquam. Si rudia ista polire aliquis dignabitur olim Aut defecta explere, id forsitan efficietur Quod cum fructu aliquo multos cognosse iuvarit. quanto in precedenza era stato messo sotto i loro occhi fedeli. Dunque nessuno potrà rimproverarmi del fatto che io tenti, con grandissimo impegno, di mescolare l'utile al dilettevole nel mettere in rilievo il grave peso delle opere di grande importanza mediante una raffigurazione senza apparente significato, se con questa raffigurazione io riuscirò a raccogliere i voti di tutti senza che alcuno sia preso da tedio. A tal fine ho stabilito di imitare la natura e di presentare i pensieri sotto varie specie di immagini in modo che il tutto sia efficace, stimolante, eloquente. E in verità non sono ostacolato dai pregiudizi di una qualche scuola, ma dovunque mi conduce il bell'aspetto del vero, là io mi volgo; e come ape di Mattinata che va succhiando con molta fatica il nettare gradito dei gigli, similmente compongo, in modo semplice, versi che però costano molta fatica, nutrendomi delle auree sentenze degli antichi Sapienti. Tu poi che sei il più grande dei Farnese, non spregiare, te ne prego, queste nostre fatiche, qualunque sia il loro valore; chiedo il tuo apprezzamento per le mie invenzioni e il tuo perdono per le omissioni, come bene dice Aristotele. Anche se a me basta aver voluto, pure è giusto che tu benevolmente perdoni i miei errori. Perché non è mai avvenuto che una invenzione fosse perfetta al suo primo apparire. Se qualcuno poi vorrà un giorno raffinare il genere ancora informe di queste mie composizioni, e colmarne le manchevolezze, avrà forse in sorte di averle conosciute per giovamento di molti. those things which had been set before their faithful eyes. Therefore, let no one charge that by demonstrating the grave importance of weighty matters by means of what is nothing but a picture I am striving to blend the useful with the delightful in the hope that I may be able to garner everyone's vote of praise and in order that no one may grow weary of my work. I have decided to imitate Nature, and to clothe my thoughts in various forms, in order that none of my creations may be insipid, and that none, whether in action or in speech, may be without value. I am certainly not hindered by the chains of any one school. But wherever the most beautiful vision of the Truth draws me, I am abandoned to it, a sojourner, and just like the bee of Matinus that laboriously tastes of pleasant lilies, I fashion poems with a scant but painstaking Muse, feeding on the golden sayings of the ancient sages. In the meantime, you, who are the greatest of the Farnese, do not, I beg, scorn these lines of ours, whatever worth they may have: I ask that you show me, as Aristotle of Stagira once put it so well, gratitude for my discoveries and pardon for my omissions. It is enough for me to have made the effort; it is just for you to forgive me my mistakes benevolently. For, I assert, nothing was ever perfect at the moment of its invention. If someone one day thinks it worthwile to polish these roughly made poems or to make up for their defects, that which many will have been pleased to know, and not unfruitfully, will perhaps come to pass. Bocchi 1574     Page 0010      Emblem/impresa: 3