DIALOGODELL'IMPRESE MILITARI ET AMOROSEDi Monsignor Giovio Vescovo di Nocera;Et del S. Gabriel Symeoni Fiorentino.Con un ragionamento di M. Lodovico Domenichi, nel medesimo soggetto.Con la Tavola.Printer's deviceIN VIRTUTE. ET FORTUNAIN LYONEAppresso Guglielmo Rouillio1574Giovio 1574     Page 0001          
AL MOLTO VIRTUOSO ET HONORATOM. Lodovico Domenichi, Guglielmo RouiglioSalute.QUantunque io non dubiti punto M. Lodovico honoratissimo,che'l veder fuori àquest'hora il Dialogodell'imprese di Monsignor Giovio vi porga una subitana maraviglia, tutta voltatengo per certo, che intesa la cagione, cesserete di maravigliarvi. Percioche trovandom'io,quando la cortesia vostra mi fece appresentareil libro per M. Francesco e Simon Mazzei, sulprincipio dell'intaglio della Castrametationee Religion de' Romani, ove teneva tutt'i mieiintagliatori e pittori occupati, per non poterviGiovio 1574     Page 0003          
to Dialogo; ne indrizzaste un'altra copia à M. Gabriello Giolito in Vinegia insieme con l'aggiunta d'alcun'altre vostre impreze della medesima argutezza e leggiadria: laqual cosa mi ritenne una buona pezza inforse: e veramente s'io non mi fossi trovato innanzi (che già era di là del mezo de gli intaglij e figure) non è dubbio, che questo intoppo m'haurebbe fatto abandonnar l'impresa; non già ch'io mi pentissi di voler compiacere à voi, ma solo per non far torto al buon Giolito; cui io per li suoi meriti di verso me honoro & osservo con quello affetto, che si dee osservare un prestantissimo e pietoso Padre. Trovandomi dunque tanto innanzi, e per la vaghezza delle figure anco spronato da molti gentili spiriti à condur l'opra à fine, non hò potuto mancare al merito della cosa & al desiderio degli amici. Ecco havete à pieno la cagione della mia tardanza. Resta hora, il mio Domenichi, che voi mi facciate buona la scusa secondo la semplicità, che vi si narra; e che accettiate il libro con quel buon cuore, che vi si manda. Percioche è cosa ragionevole; che, havendolomi voi mandato à donare in bellissima scrittura e pittura di mano, io lo vi rimandi altresì in bellissimi caratteri di stampa e di figure d'intaglio.Giovio 1574     Page 0005          
nel favellarne, delle quali tanto mi dilettava già, che ben pareva vero pronostico, ch'io havessi à scriver l'historia loro. Ma prima ch'io venga a questi particolari, è necessario, ch'io vi dica le conditioni universali, che si ricercano a fare una perfetta impresa: il che forse è la più difficile, che possa essere ben colta da un'ingegno perspicace & ricco d'inventioni; la quale nasce dalla notitia delle cose scritte da gli antichi. Sappiate adunque, M. Lodovico mio, che l'invenzione ò vero impresa, s'ella debbe havere del buono, bisogna c'habbia cinque conditioni; Prima, giusta proportione d'anima & di corpo; Seconda, ch'ella non sia oscura, di sorte, c'habbia mistero della Sibilla per interprete a volerla intendere; ne tanto chiara, ch'ogni plebeo l'intenda; Terza, che sopra tutto habbia bella vista, laqual si fa riuscire molto allegra entrandovi stelle, Soli, Lune, fuoco, acqua, arbori verdeggianti, instrumenti mecanici, animali bizzar ri, & uccelli fantastichi. Quarta non ricerca alcuna forma humana. Quinta richiede il motto, che è l'anima del corpo, & vuole essere communemente d'una lingua diversa dall'Idioma di colui, che fa l'impresa, perche il sentimento sia alquanto più coperto: vuole anco essere breve; ma non tanto, che si faccia dubbioso; di sorte che di due ò tre parole quadra benissimo, eccetto se fusse in forma di verso, ò intero, ò spezzato. E per dichiarare queste conditioni, diremo, che la Giovio 1574     Page 0012