Saggio alto Signor la insegna vostra Fanciul, ch’esce di bocca a un serpe fora Il che l’alta vertu Scopre e dimostra, C’hebber vostr’Avi, & hor con voi dimora. Cosi la Dea, che con li vitii giostra, De la testa di Giove nacque anchora. E l’impresa da questa il Magno tolse, Che d’ Amon figlio esser creduto volse. Alciato 1551     Page 005      Emblem/impresa: 1     
D’Aquila sotto à piume elette e nove Monstra qui del Pittor l’acorta mano; Come colui, che’l sesto Giro move, Portò nel cielo il giovane Troiano. Ma chi creder vorrà, ch’ardesse Giove Di fanciullesco amor, empio, e profano? E rapito da Giove huom, la cui mente Inalzata da lui lieta si sente. Alciato 1551     Page 006      Emblem/impresa: 2     
Ipsa dies pia nunc mater, nunc saeva noverca est Nanque aliquid semper misces Saturnus amari. Hinc gemmas prudens urnas in limine primo Stare Iovis quondam pulchre est commenta vetustas, Ex quibus una malis scatet: altera plena bonorum est, Unde agitant superi mortalia pectora, laetis Tristia miscentes. ipsi laetantur, & omni Aeternum moerore carent, nulloque senescunt Tempore, sed stabili cursus circum aethera lege Deproperare suos, nulloque fatiscere seclo Hos iubet omnipotens summi regnator Olympi. La medesima giornata è ora madre pietosa, ora matrigna crudele, perché Saturno mescola sempre alla gioia una qualche amarezza. Per questo ingegnosamente gli antichi avevano immaginato che sulla soglia della dimora di Giove si levassero due urne: da una di queste balzan fuori i mali, mentre l'altra è piena di beni. Di qui gli dei traggono materia per agitare il cuore dei mortali, mescolando dolore e gioia. Sono sempre lieti gli dei e in perpetuo sono privi di pianto, non invecchiano mai, provvedono, essi stessi, secondo la volontà dell'onnipotente Signore dell'Olimpo, a guidare il corso della loro vita, retto dall'immutabile legge dei cieli, senza mai stancarsi. EPIGRAM: ENGLISH TRANSLATION Bocchi 1574     Page 0021      Emblem/impresa: 8